Distopia K-League: Tifo registrato e bambole gonfiabili sugli spalti

K-League: Dalla registrazione del tifo che viene trasmesso durante la partita, alle bambole gonfiabili sugli spalti che rispettano le distanze di sicurezza: come il campionato della Corea del Sud in maniera distopica cerca di ricreare l’atmosfera di una partita di calcio.

Come è il calcio senza pubblico? Vedere una partita con gli spalti vuoti e sentire solamente le voci dei giocatori in campo e dalla panchina è per certi versi un’esperienza triste, antitesi dello spirito di socialità e condivisione che dovrebbe essere parte integrante del calcio.

Sui Social Media è diventata virale l’esultanza, per così dire, del gol di Halland con il Borussia Dortmund, con il gigante norvegese di spalle, i suoi compagni di squadra lo guardano, mantenendo le distanze sociali, perchè non ci si può abbracciare per festeggiare un gol. Tutto intorno, gli spalti deserti del Signal Iduna Park, un colosso che eravamo abituato ad identificare come uno degli stadi più belli e focosi al mondo, con il ‘muro giallonero’, che in questa occasione ha rivelato la sua architettura scheletrica.

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In queste settimane di calcio a porte chiuse, stiamo esplorando le sponde della distopa, dal Turkmenistan, paese dittatoriale che addirittura ha censurato la parola coronavirus, e nel quale si continua a giocare, fino alla K-League della Corea del Sud, che in una maniera che si potrebbe definire postmoderna, cerca di simulare l’atmosfera di una vera e propria partita, con tifo sugli spalti, effetti sonori e spettacoli pirotecnici.

Osservate ora il seguente video attivando l’audio

Si tratta degli ultimi minuti di gioco della partita del 17 maggio, valida per la seconda giornata della K-League fra Seoul e Gwanju. Naturalmente gli spalti sono vuoti, ma… vi è il rumore del pubblico, con i suoi cori che incoraggia i padroni di casa in questa parte così cruciale della partita dove il Seoul deve difendersi dall’assalto finale degli avversari. Ebbene si, in alcune delle partite di K-League che fino a qua abbiamo avuto modo di vedere, sono stati trasmessi tramite gli altoparlanti i cori, per simulare l’atmosfera che crea la tifoseria.

Ogni club cerca di creare l’atmosfera a modo suo, dalla presenza degli striscioni sugli spalti, ad effetti pirotecnici al calcio d’inizio, come nel caso dell’Ulsan Hyundai come possiamo osservare dal seguente video.

L’Ulsan Hyundai non si è limitato a questo: per creare l’atmosfera, oltre alla registrazione del tifo, lo speaker del club si è tenuto molto attivo, sia con le celebrazioni dei gol con grande foga, sia incitando i giocatori ad ogni giocata o intervento difensivo. Ad esempio in questo video possiamo vedere il brasiliano Junior Negao tentare un tiro che non centra lo specchio della porta e lo speaker lo incoraggia: “Junior!”. Nell’azione seguente il portiere dell’Ulsan compie una bella parata e lo speaker si complimenta con lui cercando di incoraggiarlo ulteriormente dato l’errore iniziale in fase di disimpegno.

La trovata decisamente più bizzarra e oltremodo di cattivo gusto è stata quella del Seoul FC, con il club della capitale che in una piccola sezione dello stadio, ha posizionato delle bambole gonfiabili ! Il club si è successivamente scusato, ma notare come, in maniera totalmente assurda, pure le bambole sono tenute ad indossare la mascherina e a rispettare la distanza sociale di un metro fra di loro, che si traduce in due posti a sedere vuoti fra una bambola e l’altra.

Siamo dunque entrati nell’era della simulazione. per citare le parole del filosofo francese Jean Baudrillard: “Il simulacro non è mai  ciò che nasconde la verità; ma è la verità che nasconde il fatto che non c’è alcuna verità. Il simulacro è vero”.

Nelle scorse settimane il Borussia M’gladbach ha dato il via all’iniziativa di porre i cartonati sugli spalti: per la cifra di 20 Euro un tifoso può spedire la proprio foto al club, il quale ne creerà un cartonato da posizionare sugli spalti. Attendiamo con ansia il prossimo passo che sarà necessario in questo contesto di stadi vuoti ancora per molto tempo: la trasmissione delle partite in Realtà Virtuale, in modo da poter veramente simulare l’esperienza di essere allo stadio

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