Kim Min-jae: ‘The Monster’ pronto al grande salto in Europa

Nelle ultime settimane il classe ’96 sudcoreano Min-jae Kim è stato accostato, con una certa insistenza, da fonti attendibili, e meno, a diversi Top-Club Europei. Everton, Totthenam, Lazio, Arsenal, sembrano essere sulle sue traccie, pronte a darsi guerra per assicurarsi le prestazioni del difensore in forza al Beijing Guoan. Kim, non ancora rientrato a Pechino dopo lo scoppio dell’epidemia, sembra aver già dato la sua disponibilità a provare l’esperienza, sportiva ed umana, nel “Lontano Occidente“.

Nato a Tongyeong, città della provincia sudcoreana del Sud Gyeongsang, ha, da sempre, visto il calcio come modalità d’evasione dalla noiosa e monotona vita di provincia, supportato ed incoraggiato dalla famiglia (entrambi i genitori sono stati atleti professionisti) ha attirato l’attenzione degli addetti ai lavori fin dalla giovanissima età. Cresciuto nella prestigiosa Suwon Technical High School, dove si è guadagnato il soprannome di “Monster” per via del suo impressionante atletismo, (genetica?) ha dimostrato, fin dagli albori della sua carriera, una strepitosa consapevolezza nei propri mezzi; rara da trovare in un panorama variegato come quello asiatico.

Nonostante la giovane età (24 anni da compiere il prossimo novembre) rappresenta uno dei punti fermi ed una delle certezze della difesa della nazionale dei Taeguk Warrior. Già 30 presenze, e 3 gol, al servizio della selezione allenata dal portoghese Paulo Jorge Gomes Bento (ex manager del Chongqing Lifan) che nell’ultima sfida delle Qualificazioni Mondiali giocata contro il Libano (0-0 risultato finale) lo ha impiegato, a sorpresa, come mediano. Seppur dotato di un’imponente stazza (1.90 cm) ed una rocciosa struttura fisica Kim è dotato di una buona tecnica di base che lo rende, per quanto possibile, duttile e versatile. 34 presenze stagionali con la maglia delle Imperial Guards di Pechino nelle quali si è confermato uno dei migliori difensori non solo della Chinese Super League ma dell’intero panorama calcistico Asiatico, non un caso che prima del suo arrivo in Cina anche il Watford (tra le altre) sia stato in trattativa con il ragazzo.

Un possibile approdo in Europa potrebbe velocizzare il suo processo di crescita: nonostante le 2 K-League vinte da protagonista infatti il ragazza pecca ancora, spesso, di inesperienza. Un campionato tattico come quello italiano potrebbe decisamente calzargli a pennello, anche, forse soprattutto, in ottica futura. L’intensità della Premier League, che si sposa perfettamente con il suo atletismo, invece lo renderebbe decisamente più completo da un punto di vista tecnico e meno propenso ad errori di posizionamento. Rompere con la tradizione che vuole i calciatori sudcoreani protagonisti nelle principali leghe Europee solo se impiegabili nel reparto offensivo (Son Heung-min, Park Ji-sung, Kangin Lee), seppur non semplice, lo renderebbe automaticamente un simbolo per il movimento calcistico asiatico.

Lo scorso maggio Kim ha attirato l’attenzione, negativamente, dell’opinione pubblica cinese dopo aver rilasciato un’intervista di 24 minuti ad un celebre canale/portale Youtube sud coreano. Il difensore si è espresso in termini decisamente eccessivi, non solo per i rigidi dettami della Chinese Super League e della Chinese Football Association, su diversi compagni di squadra al Beijing Guoan… Ha descritto Yu Dabao, amatissimo in patria ed autentico mattatore delle sfide giocata dalla Nazionale del Dragone contro la Sud Corea, come “un’attaccante costretto a giocare difensore centrale“, ha criticato i metodi di allenamento obsoleti della squadra (Bruno Genesio sembra, ovviamente, non aver apprezzato particolarmente) e non ha nascosto, in nessuna maniera, il desiderio di un’esperienza in Europa. Nel giro di 24 ore è stato costretto a doversi scusare con compagni e società. Un passo falso non indifferente per un ragazzo che ha sempre dimostrato, anche fuori dal campo, una maturità decisamente superiore all’età anagrafica.

La cifra richiesta dal Beijing Guoan si aggira sui 15 milioni di sterline (chiusura possibile già a 13) : considerevole per un calciatore che non ha mai avuto modo di esordire in Europa, ma decisamente giustificata da un’esperienza internazionale già invidiabile, nonostante l’età. 3 presenze alla World Cup di Russia 2018, vincitore, da protagonista assoluto, degli Asian Games 2018 che lo rendono infatti in grado di attutire l’impatto con il calcio europeo. Il compagno di nazionale Song Heung-min sembra stia facendo l’impossibile per convincere il manager portoghese Jose Mourinho a puntare su di lui per il futuro della difesa degli Spurs. Ne varrà davvero la pena? Le premesse sembrano non mancare.

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