Il “bunker” della Chinese Super League miete le prime vittime

Sono passati più di sette mesi da quando ho visto la mia famiglia. Abbiamo tutti una famiglia, comprendo lo stato di agitazione della squadra” dichiarazioni rilasciate, la scorsa settimana, da Fabio Cannavaro, allenatore del Guangzhou Evergrande, al celebre portale cinese Xinhua (riportate dalla piattaforma multimediale Cina in Italia).

Il bunker della Chinese Super League , mai titolo fu più azzeccato e premonitore, inizia a mietere le prime vittime. Da un mese ormai calciatori e membri dello staff non possono abbandonare, pena allontanamento della rosa e dalla competizione nazionale, le due rispettive strutture ricettive ( le 16 squadre, divise in due gruppi, alloggiano in due complessi distinti) . “Durante le ultime partite alcuni giocatori, compresi alcuni in panchina, e il personale di lavoro hanno cominciato a mostrare agitazione. Spero che potremo calmarci” ha aggiunto il tecnico italiano dimostrando, una volta di più, come tornei di biliardo ed E-sports non possano in nessuna maniera sostituire l’affetto della propria famiglia.

Le prestazioni di diverse calciatori, Talisca su tutti ( il brasiliano sembra l’ombra del calciatore visto lo scorso anno), ed il rendimento quanto mai imprevedibile di diverse squadre costruite per lottare, senza eccessivi patemi d’animo, alla vittoria del titolo, hanno ovviamente attirato l’attenzione degli addetti ai lavori. Il prestigioso Taimei Xiangguli Hotel, a pochi chilometri di distanza dal Lake Tai Training Center, di Suzhou ed il Crown Plaza, di Dalian, si stanno trasformando per alcuni in autentiche prigioni a cielo aperto. Le continui rotazioni attuate negli starting eleven di diverse rose risponde proprio all’esigenza di evitare spiacevoli sorprese non solo da un punto di vista fisico ma anche mentale.

 “Sono determinato a portare avanti anche il sistema di rotazione, anche se questo dovesse significare perdere alcune partite. Niente è più importante della salute dei giocatori” chiara dichiarazione d’intenti, per placare sul nascere possibili malumori della società, con la quale Fabio Cannavaro ha concluso la sua ultima conferenza stampa. Il brasiliano Roger Guedes, centrocampista offensivo dello Shandong Luneng, (escluso dalla lista dei 23 di Li Xiaopeng) a questo proposito, nella giornata di domenica, in uno dei tanti momenti vissuti in comunità all’interno delle strutture ricettive, ha espresso la massima solidarietà nei confronti di compagni e colleghi costretti a vivere da mesi determinate situazioni, alla lunga complesse e snervanti.

Il ritorno dei tifosi negli stadi – gli aficionados della città di Wuhan, città che fu l’epicentro del Covid-19, per la prima volta in questa stagione, sono tornati allo stadio per assistere al pareggio per 2-2 in rimonta contro il Beijing Guoan– seppur con tutte le prevenzioni e cautele del caso, rappresenta, senza dubbio, un segnale importante e dal valore non trascurabile.

L’augurio è che il tutto possa tornare, nel più breve tempo possibile, ad una “normalità” umana e sportiva prima che unicamente professionale.

 

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