Il sedicesimo titolo dell’Al Hilal: il club saudita va verso il Triplete

La scorsa giornata di Saudi Pro League è stata decisiva per l’assegnazione del titolo. Dopo la delusione della passata stagione dove all’ultima giornata l’Al Hilal si è dovuta arrendere alla corazzata dell’Al Nassr di Rui Vitoria, quest’anno ha potuto festeggiare con due giornate d’anticipo il traguardo.

Non poteva arrivare in un momento migliore il titolo numero sedici del team piu importante (e titolato) di Riyadh che dopo la vittoria casalinga per 4-1 contro l’al Hazem si è dato alla pazza gioia.

Protagonista ancora una volta il dynamic duo Giovinco – Gomis con il francese che ha siglato una tripletta e il nostro Seba che si è procurato un rigore; ma non sono solo i foreign players che fanno la differenza, infatti dopo essere stati momentaneamente in svantaggio, in una partita delicata contro un Hazem agguerrito che lotta per la permanenza nella massima serie, il pareggio è arrivato poco dopo con due cuori sauditi: sull’asse di destra, il terzino Mohammed AlBurayk serve l’impeccabile Salem che pareggia subito i conti, mostrando quella reazione e quel volere il titolo soprattutto da parte dei giocatori locali che per questa lunga e travagliata stagione, anche e soprattutto per motivi extracalcistici, hanno desiderato (e rischiato di perdere se il campionato fosse stato annullato).

Piu tardi, Lion Gomis trasformato recentemente dalla fanbase in King Lion, arriva alle sue momentanee 24 reti in campionato, si scatena e trasforma per due volte dal dischetto in maniera egregia oltre che sfruttare il cioccolatino di Yasir Shahrani che conferma quanto detto prima sul volere il titolo da parte dei sauditi. Al 60esimo minuto la partita è già bloccata su quello che sarà il risultato finale, nonostante ciò è ammirevole come Lucescu e il suo team non perdano concentrazione, non guardando ne al risultato, ne all’avversario e tantomeno al traguardo che minuto dopo minuto in questa snervante attesa si avvicinava sempre di più.

Al triplice fischio, inizia la festa e gli orrori visti qualche giorno prima nella sconfitta di Jeddah contro l’Al Alhi si sono vanificati: le maglie che mostrano il numero 16 o 60 come i titoli complessivi nella bacheca del club e tutti i giocatori abbracciano il proprio manager, protagonista assoluto nell’ultimo anno, capace di rivoluzionare dal punto di vista mentale e del gioco un ambiente che sembrava alla fine ed invece risulta solo all’inizio: E’ la prima volta nella storia che un club saudita vince la stessa stagione sia campionato che Champions League, con la possibilità all’orizzonte di un triplete (vista la ripresa della King’s Cup in Ottobre) che sarebbe il secondo nella storia dell’Asia dopo quello del Tokyo Verdy nel 1987.

Tra i protagonisti della cavalcata che ha portato al titolo troviamo anche Carlos Eduardo, trequartista brasiliano di 30 anni, che con 12 reti ha contribuito al campionato. Purtroppo non ha potuto festeggiare insieme ai suoi compagni causa contratto scaduto e si è trasferito qualche giorno prima della festa, dopo 5 anni, allo Shabab Al-Alhi Dubai negli Emirati.

E’ un titolo che come anticipato porta con se molta Italia: Nonostante le sirene di mercato per Sebastian Giovinco, visto il valore indiscusso del giocatore, siano sempre attive, questa è una Saudi Pro League che ha la sua firma: 7 gol e altrettanti assist, la chiave per la realizzazione è lui, che da rifinitore e finalizzatore ci ha messo il suo. La formica atomica gioca da playmaker offensivo e nel quadro disegnato da Razvan Lucescu è uno dei dettagli fondamentali.

Tra l’altro fatto molto curioso: nella gara d’andata tra Hazem e Hilal, una prodezza di Sebastian aveva permesso al 91esimo di pareggiare nell’1-1 finale di Ar Rass e d’altronde si sa, con una potenza come l’Al Nassr alle spalle, guidato a suon di gol dal suo condottiero Abderazak Hamdallah (27 reti in 25 partite per lui), ogni punto è fondamentale.

Grinta, cattiveria agonistica, tanto cuore e cervello, l’Al Hilal sembra ormai una squadra completa, forse anche troppo per il panorama asiatico, tanto da essere definita piu vicina ad un modello europeo viste le qualità e la condotta all’interno del campo. Le imprese dell’Al Hilal sembrano non finire: La bella figura fatta nella FIFA Club World Cup era solo la base e un eventuale vittoria della King’s Cup metterebbe il punto esclamativo ad uno se non il piu forte team che l’AFC abbia mai visto facendo passare al lato pratico il soprannome che rimarca la loro leadership, Al Za’Im, e ad oggi sembrano essere piu leader che mai.

 

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