L’ex Palermo Abel Hernández riparte dall’Al Ahli Doha per tornare tra i grandi

Arrivato in Italia nel 2009, Abel Hernández (classe 1990) fu tra i protagonisti della golden age dell’US Palermo a cavallo tra gli anni 0 e gli anni 10 del 2000. Seconda punta molto rapida, mancino, pronto sia a servire l’ultimo passaggio che a gonfiare la rete (soprattutto di testa), il giovane uruguagio fece molto parlare di sé. Dopo essere passato prima per la splendida esperienza inglese con l’Hull City iniziata nel 2014, poi per la sfortunata annata con il CSKA Mosca nel 2018/2019, la scorsa estate il talento sudamericano ormai trentenne ha deciso di rilanciare le proprie ambizioni in Qatar, nelle fila dell’Al Ahli SC. Ripercorriamo la carriera di Hernández, cercando di capire se l’emirato può essere la meta giusta per tornare in Europa.

Quel gol sotto al sette rossonero e la maturità ad Hull

Ci ricordiamo tutti dello splendido gol di Hernández contro il Milan nella semifinale di Coppa Italia 2010/2011: un mancino esplosivo da posizione defilata che sorprese Amelia e si infilò sotto l’incrocio. È forse questo uno dei pochi ricordi che ci sono rimasti dell’allora appena ventenne Abel Hernández che con quel gol, probabilmente il più importante della sua esperienza in rosanero, permise al Palermo di accedere alla finale della competizione (poi persa contro l’Inter di Leonardo).

L’esultanza di Abel Hernández insieme ai compagni di squadra subito dopo aver segnato il gol del momentaneo 1-2 nell’incontro di Tim Cup 2010/2011 contro il Milan. Image credit: mediagol.it

In Sicilia l’uruguagio collezionò 122 presenze tra Serie A, Serie B, Coppa Italia ed Europa League (in cui mise a segno 4 gol, diventando così il miglior marcatore nella storia della società nelle competizioni continentali, insieme a Franco Brienza), e inoltre in queste quattro competizioni realizzò un totale di 36 centri. Un bottino di tutto rispetto, ma svalutato dal fatto che lo collezionò in ben 5 stagioni e mezzo. La causa principale furono gli infortuni, e infatti durante gli anni italiani il numero 9 andò in contro a numerosi stop, 5 dei quali di media-alta entità, ovvero che lo costrinsero a lasciare il campo per almeno 30 giorni. Può darsi che sia questo uno dei motivi del mancato salto di qualità del giocatore, che non è mai riuscito ad imporsi ad altissimi livelli.

Nei suoi primi mesi a Palermo fu inoltre impiegato anche con la Primavera, dove il suo gol ad un minuto dalla fine contro i coetanei del Siena consegnò alla squadra il titolo nazionale della stagione 2008/2009, il primo e unico per le Aquile.

Nell’estate 2014, poco dopo aver alzato al cielo la coppa Ali della Vittoria, l’Hull City lo convinse a volare in Inghilterra. Tra le fila delle tigri riuscì ad andare in gol ben 39 volte in 111 partite, disputando due stagioni in Premier League e due in Championship. Quella nell’Isola Britannica si può forse considerare la sua migliore esperienza, grazie soprattutto ad una forma fisica migliore e a prestazioni più costanti, anche se gli infortuni non sono di certo mancati (furono circa 6, di cui una rottura al tendine d’Achille che lo fermò per 6 mesi). Con i gialloneri Hernández raggiunse probabilmente la maturità calcistica, visibile sia in una maggior freddezza negli ultimi 20 metri, sia dal cambiamento nelle esultanze, in cui la danza lascia lo spazio ad ampie corse sotto la curva. Qua sotto trovate tutti i gol di La Joya nel club inglese.

Up and down e l’esperienza qatariota

Nell’estate 2018 arrivò la grande occasione, un contratto di tre anni con il CSKA Mosca, che voleva dire soprattutto Champions League. Partito bene, realizzò 2 gol nelle prime 5 partite di Russian Premier League, alla sesta gara si infortunò iniziando così una serie di effimere riprese e infortuni che lo tennero lontano dal campo fino a metà aprile, a stagione ormai conclusa.

Foto promozionale di Hernández alla VEB Arena per il suo arrivo a Mosca. Image credit: pfc-cska.com

A fine campionato, dopo aver rescisso consensualmente il contratto con i russi, si trasferisce nella capitale qatariota per giocare nell’Al-Ahli, squadra di media classifica della Qatar Stars League, di cui diviene fin da subito la stella. L’obiettivo per il ragazzo, come riportato da diverse fonti, era quella di ritrovare una continuità di gioco perduta nell’ultimo anno e di rilanciarsi come giocatore, soprattutto per la nazionale, in vista probabilmente della Copa América 2020 (ora posticipata al 2021, e già conquistata nel 2011). Con i biancoverdi Hernándenz è risultato decisivo fin da subito, e da fine agosto allo stop forzato di inizio marzo causa emergenza sanitaria colleziona 23 presenze e 13 gol (7 in campionato e 6 nella Qatari Stars Cup, la seconda coppa nazionale). Di seguito l’ultimo gol realizzato da Hernández con l’Al Ahli SC, lo scorso 23 gennaio.

In attesa della ripresa della lega, prevista per il 24 luglio, ad oggi la prova nell’emirato si può considerare più che discreta, seppur piuttosto anonima. Resta infatti il dubbio di come l’ex Palermo possa rilanciare le proprie ambizioni in un campionato che sembra far fatica a mettere in mostra i propri gioielli (come abbiamo scritto nel pezzo dedicato alla splendida nuova generazione qatariota che potete trovare nel primo numero del nostro nuovo magazine cliccando qui). Ma forse l’obiettivo è stato raggiunto, almeno in parte. Infatti a fine maggio il sito Tutto mercato web riporta come il giocatore sia nel mirino del Benevento Calcio del presidente Oreste Vigorito, che ormai a pochissime giornate dalla promozione matematica in massima serie sta già pensando ai primi rinforzi per la prossima stagione. Se la trattativa dovesse andare in porto potrebbe essere l’ultima concreta possibilità per Hernández di tornare a brillare.

 

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