Massimo Ficcadenti, allenatore tricolore nel paese dei samurai

Il 29 Gennaio del 2011, il Giappone vince la sua quarta Coppa d’Asia battendo in finale l’Australia per 1-0 dopo i tempi supplementari grazie ad un gol di Tadanari Lee. Sulla panchina dei Samurai Blue siede Alberto Zaccheroni che nel 2010 è divenuto il primo allenatore italiano ad allenare in Giappone. L’ex allenatore di Milan, Inter, Lazio e Juventus tra le tante resta in Giappone fino al 2014, quando decide di non rinnovare il suo contratto con la JFA dopo i disastrosi Mondiali in Brasile.

E’ in questo stesso anno, però, che in Giappone sbarca il secondo allenatore italiano, non per allenare la nazionale ma per allenare in J-League. Parliamo di Massimo Ficcadenti che dopo essere rimasto senza panchina per due anni (l’ultima con il Cagliari nel 2012), decide di tornare al lavoro e lo fa scegliendo l’Asia Orientale. Ad affidargli una panchina è la Tokyo che si regala e regala al campionato nipponico il suo primo tecnico made in Italy.

Il biennio alla Tokyo 

Ficcadenti firma ufficialmente il suo primo contratto con la Tokyo il 29 Dicembre 2013 facendosi un regalo di fine anno. La squadra della capitale veniva da un 2013 tutto sommato positivo con un campionato concluso all’ottavo posto ed una semifinale di Coppa dell’Imperatore con il serbo Ranko Popovic sulla propria panchina e si aspetta un upgrade importante con il tecnico originario di fermo.

La prima stagione di Ficcadenti sulla panchina della Tokyo è pressoché simile all’ultima stagione di Popovic, con la squadra della capitale che anziché finire ottava, termina al nono posto con 48 punti, cinque in meno rispetto all’ultimo campionato, con 16 vittorie in 34 partite. Le cose vanno peggio in coppa dove la Tokyo non supera i gironi della coppa di lega e si ferma ai sedicesimi di Coppa dell’Imperatore.

Nonostante ciò, la dirigenza della Tokyo continua a puntare su Ficcadenti anche per la stagione successiva ed il tecnico italiano ripaga questa fiducia. La Tokyo chiude al secondo posto la prima fase (la J-League cambiò format quell’anno ndr.) ed al sesto posto la seconda fase, collezionando un totale di 63 punti e piazzandosi al quarto posto nella classifica generale.

Sotto la guida di Ficcadenti, chi esplode è Yoshinori Muto che segna ben 23 gol nei due anni passati con il tecnico italiano. Le prestazioni offerte con la Tokyo permettono a Muto di venire a giocare in Europa passando ai tedeschi del Magonza e non c’è dubbio che Ficcadenti abbia avuto un ruolo fondamentale in ciò. Oltre a Muto, anche il tecnico italiano decide di salutare la Tokyo a fine anno, non rinnovando il suo contratto.

L’avventura al Sagan Tosu e il rincontro con Ibarbo

Dopo l’esperienza nella capitale, Ficcadenti non ha alcuna intenzione di lasciare il Giappone e a Gennaio 2016 si trasferisce sull’isola di Kyushu nella prefettura di Saga per diventare allenatore del Sagan Tosu. La squadra di Saga nell’ultimo campionato si era posizionata all’undicesimo posto nella classifica generale conquistando solo 40 punti, un netto passo indietro rispetto al quinto posto di due anni prima sotto la guida di Megumu Yoshida.

Al Sagan, Ficcadenti prende il posto di Hitoshi Morishita, ma la sua prima stagione non è esaltante. Il Sagan Tosu, infatti, si riposiziona all’undicesimo posto e l’unico dato positivo sono i sei punti in più rispetto all’ultimo campionato. Tutto grazie ad una grande seconda fase da parte del Sagan Tosu che conquista 29 punti, dopo averne collezionati solo 17 nella prima fase.

Questo basta al Sagan Tosu che rinnova il contratto di Ficcadenti per un’altra stagione. Il tecnico italiano, però, chiede alla società di migliorare la squadra e consiglia di prendere il colombiano Victor Ibarbo, avendo allenato l’attaccante già una volta ai tempi del Cagliari. La dirigenza lo accontenta ed Ibarbo arriva in prestito con diritto di riscatto dalla società sorda, con il giocatore scaricato da Rastelli dopo appena tre presenze.

La stagione 2017 si chiude con un ottavo posto per il Sagan Tosu che colleziona 47 punti in 34 partite, mentre Ibarbo segna 5 gol e firma 8 assist in 25 presenze, mentre in coppa la squadra si ferma ai gironi della coppa di lega e al terzo turno della Coppa dell’Imperatore.L’ottavo posto convince il Sagan Tosu a rinnovare ancora il contratto di Ficcadenti, ma nel 2018 le cose iniziano a precipitare.

Nonostante l’arrivo di giocatori interessanti come Riki Harakawa Kazuki Anzai, oltre al riscatto di Ibarbo, il Sagan Tosu va in crisi di risultati dopo un inizio gagliardo con otto punti nelle prime cinque giornate. La squadra vince solo 2 partite nelle altre 16 partite, con la panchina di Ficcadenti inizia a scottare e neanche l’arrivo di Fernando Torres sortisce gli effetti sperati. Con la squadra al penultimo posto a sei giornate dalla fine, Ficcadenti viene esonerato dopo la sconfitta in casa contro il Consadole Sapporo.

Il passaggio al Nagoya

名古屋:マッシモ フィッカデンティ監督の留任を発表 - J's GOAL

Dopo l’esonero, Ficcadenti resta senza allenare per almeno un anno ed una nuova chance per rimettersi in gioco arriva sempre dalla J-League. Ad affidargli la propria panchina è il Nagoya Grampus che dopo aver esonerato Yahiro Kazama sceglie di puntare sul tecnico marchigiano, ufficializzando il suo arrivo il 25 Settembre del 2019. La scelta delle Orche arriva dopo i brutti raccolti dall’ex allenatore del Kawasaki che dopo un buon inizio aveva fatto precipitare la squadra all’undicesimo posto e nuovamente in lotta per non retrocedere.

Il debutto per Ficcadenti arriva subito qualche giorno più tardi ed ottiene subito un importante pareggio per 1-1 sul campo del Sanfrecce Hiroshima. Rispetto alla tattica ultra-offensiva di Kazama, Ficcadenti decide di essere più cauto optando si per una formazione offensiva, ma con più equilibrio. I risultati si vedono dal punto di vista dei gol subiti, ma non nei punti con il Nagoya che raccoglie solo una vittoria nelle ultime sette giornate, battendo 3-0 il Vissel Kobe al Toyota Stadium e dando a Ficcadenti la prima vittoria sulla panchina giallorossa.

Fortunatamente, tanto basta al Nagoya per salvarsi, anche se le Orche hanno scherzato ancora una volta con il fuoco come accaduto nella stagione precedente. Al termine dell’ultima giornata (sconfitta contro il Kashima Antlers per 1-0 su autogol ndr.), al Toyota Stadium si sono sentiti anche dei fischi e nel discorso tenuto a centrocampo, Ficcadenti ha chiesto scusa ai tifosi, comprendendo il loro stato d’animo e promettendo che il prossimo anno il Nagoya avrebbe lottato per altri traguardi.

Il presidente del Nagoya Koki Konishi, nonostante lo scetticismo dei tifosi ha confermato Ficcadenti per la nuova stagione ed il tecnico è partito bene con una vittoria in YBC Levain Cup contro il Kashima per 2-0 ed un pareggio alla prima di campionato contro il Vegalta Sendai. Alla ripresa del campionato, fermato per l’emergenza COVID-19, il Nagoya cercherà di ripartire con lo stesso spirito mostrato nelle prime gare.

Alla presentazione della squadra ad inizio anno, Ficcadenti ha promesso ai tifosi che il Nagoya tornerà a fare la voce grossa sul campo perché merita di stare nelle zone alte della squadra. Una promessa che il tecnico marchigiano vuole mantenere a tutti i costi riuscendo ad abbattere lo scetticismo dei tifosi nei suoi confronti. E chissà che Ficcadenti non possa riuscire a regalarsi finalmente una gioia importante in Giappone, dove ormai risiede da 6 anni e dove è ormai diventato figlio adottivo.

 

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