La Cina può ancora spendere nel calcio europeo?

Negli ultimi tre anni abbiamo assistito ad una vera e propria invasione di capitali cinesi nel calcio. Ad oggi nel mondo si contano 30 club di proprietà cinese, 28 dei quali in Europa, uno in Brasile e uno in Australia. L’ultima acquisizione è stata quella del Southampton da parte della Lander Sports del magnate Gao Jisheng, ma poche ore dopo l’annuncio, il governo centrale cinese dirama le nuove linee guida per gli investimenti esteri e il calcio rientra fra i settori che sono soggetti a restrizioni.

Nel documento pubblicato il 18 agosto, vi sono tre categorie principali per quanto concerne gli IDE
-Proibiti: Core military technology, gambling, sex industry, investments contrary to national security
-Ristretti: Property, hotels, film, entertainment, sports, obsolete equipment, investments that contravene environmental standards
-Incoraggiati:  Investments that further “Belt and Road” framework, enhance China’s technical standards, research and development, oil and mining exploration, agriculture and fishing.

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L’ulteriore acquisizione di club calcistici rientra fra i settori ristretti, il che indica che è ancora possibile vedere ulteriori squadre finire nelle mani di investitori cinesi, anche se sarà molto difficile in un primo momento permettere al capitale di lasciare i confini cinesi, in quanto proprio il calcio è uno di quei settori finito sotto la lente d’ingrandimento, in quanto le autorità cinesi sospettano che possa essere utilizzato per riciclare denaro e/o farlo uscire dalla Cina.

Il Consiglio di Stato ha spiegato la propria decisione sostenendo che vi sono stati profondi cambiamenti negli scenari domestici e internazionali: “Le imprese cinesi affrontano più i rischi e le sfide degli investimenti esteri che le loro opportunità”. La National Development and Reform Commission ha aggiunto: “Alcune compagnie sono maggiormente concentrare sulle proprietà e non sull’economia reale, piuttosto che ne sviluppare il mercato interno si preoccupano di far uscire capitale dalla Cina con il rischio di causare uno schock finanziario. Inoltre le compagnie cinesi spesso non rispettano le norme ambientali e di sicurezza dei paesi target e questo danneggia ulteriormente l’immagine del nostro paese”.

Questo non è un buon momento dunque per investire in quote di club europei, recentemente Suning è stata coinvolta in un uragano mediatico, quando Yin Zhongli durante una trasmissione sportiva della CCTV ha dichiarato che alcune società potrebbero aver acquistato club di calcio per operazioni di riciclaggio e nel suo ragionamento è scaturito il nome del gruppo di Nanchino proprietario dell’inter. Sono finiti nell’occhio del ciclone anche la Dalian Wanda, proprietaria dell’Atletico Madrid e la Fosun proprietaria del Wolvherampton. I Due grandi conglomerati sono sotto la lente d’ingrandimento della China Bank Regulatory Commission per le continue acquisizioni all’estero in vari settori economici che hanno elevato la situazione debitoria con gli istituti bancari a cifre folli.

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Anche gli investimenti nella Chinese Super League sono soggetti a restrizioni per quanto riguarda l’acquisizione di giocatori stranieri, questo perchè a fine 2016 i 16 club della lega hanno generato un rosso in bilancio pari a un miliardo di dollari. Alcuni investimenti cinesi nel mondo dello sport, sostanzialmente quelli che fanno parlare più di tutti, rischiano di essere smorzati, in quanto è necessario pianificare una nuova strategia e creare un sistema auto sostenibile. L’obiettivo rimane lo stesso, ovvero quello di elevare il valore dell’industria sportiva cinese a 800 miliardi di dollari entro il 2025, ma per realizzare questo si perseguiranno altre vie maggiormente razionali.

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Quali possono essere le vie razionali per acquistare un club?

La prima riguarda un’operazione che sia finalizzata al miglioramento del calcio cinese, ovvero acquistare un club che dispone di ottime academy con il quale attuare progetti di interscambio per lo sviluppo di calciatori cinesi. Il Southampton può essere un ottimo esempio in tal senso, dato che nelle academy del club inglese sono venuti fuori grandi talenti come Bale, Walcott, Clyne ecc… ma dato che l’acquisizione dei Saints è affare recente non è stato stipulato ancora un accordo in tal senso. Progetti di interscambio attivi riguardano le academy dell’Atletico Madrid, di proprietà della Dalian Wanda, oppure i club cinesi in Portogallo (gli Oriental Dragons) e in Germania (l’Under 20 cinese in quarta di visione).

Gli investimenti incoraggiati sono quelli che riguardano le iniziative della One Belt One Road, la Nuova via della Seta per lo sviluppo infrastrutturale e della cooperazione internazionale. Alcune acquisizioni di club vertono proprio in questa direzione, come ad esempio lo Slavia Praga in Repubblica Ceca, paese nel quale abbondano gli investimenti cinesi, in quanto rappresenta uno snodo cruciale per l’ingresso nell’Europa Occidentale. Altri investimenti in club europei finalizzati alla cooperazione riguardano quelli dei club delle West Midlands (Aston Villa, Birmingham City, Wolverhampton e West Bromwich Albion), finalizzati al rafforzamento della Post Brexit Diplomacy e per gli investimenti cinesi nella H2S Rail.

La terza e ultima opzione per acquistare club all’estero riguarda la messa a disposizione di capitali off shore, provenienti da Hong Kong oppure da Paradisi Fiscali come le Isole Vergini Britanniche, in modo da eludere le restrizioni delle autorità cinesi. E’ proprio attraverso queste procedure che si sono completate le acquisizioni di Milan e Southampton.

Continueranno invece senza intralci o restrizioni le sponsorizzazioni di società cinesi nel calcio europeo, nell’ultimo mese il produttore di smartphone Legao ha siglato una partnership con il Tottenham, mentre il Barcellona ha rinnovato il proprio contratto con la Head&Shoulder. Rimane da chiarire invece la questione calciomercato, ma più in particolare per la gestione complessiva della società, ovvero investimenti in infrastrutture e aumenti di capitale.

Ad agosto il vicepresidente dell’Espanyol (di proprietà della Rastar Group) ha dichiarato: “L’impegno di Chen Yansheng, il nostro presidente, è totale. L’Espanyol è parte importante delle sue aziende. Ma ci sono limitazioni legali del governo cinese sugli investimenti all’estero. E queste restrizioni non erano assolutamente previste”. 
Dobbiamo però sottolineare il fatto che nulla vieta alle società di investire soldi nel calciomercato: il Milan ha fatto grandi spese (con capitale offshore), il Wolverhampton ha investito oltre 20 milioni di euro (17 dei quali per Ruben Neves dal Porto), il West Bromwich Albion ben 45.70. D’altro canto l’Inter, dalla quale i tifosi si aspettavano qualcosa in più, è stata bloccata dal Fair Play Finanziario, non dal governo.

Il provvedimento governativo è giunto il 18 agosto, quindi verso la fine del calciomercato e le prossime sessioni di mercato ci diranno se influenzeranno o meno le operazioni in entrata, ma l’impressione è che gli scenari rimarranno sempre gli stessi.