Chan Yuen Ting: la giovane allenatrice campione a Hong Kong

Al termine degli anni ’90, il presidente Gaucci tentò la grande rivoluzione nel mondo del calcio, affidando la panchina della Viterbese (serie C1), a una donna. Carolina Morace, che a 35 anni, aveva da poco appeso gli scarpini al muro, dopo una strabiliante carriera da attaccante, vincendo 12 campionati italiani e altrettanti titoli di capocannoniere, gli ultimi con la maglia del Modena, rispettivamente con 47 e 41 reti in sole 54 partite disputate. Stiamo parlando di una vera e propria leggenda del calcio femminile, nel 1995 viene consacrata miglior giocatrice del Mondo, nel 1998 seconda miglior giocatrice europea del secolo e addirittura, Carolina non contenta, diventa donna dei record siglando 4 goal in un unico match al Wembley, in Inghilterra.

Carolina Morace con la maglia della nazionale italiana
Carolina Morace con la maglia della nazionale italiana

Dopo un anno passato ad allenare la rappresentativa femminile della Lazio, arriva la chiamata di Luciano Gaucci, che affida la panchina della Viterbese alla Morace, che diviene la prima allenatrice donna a guidare una squadra maschile di calcio. La nuova esperienza dura ben poco, solo due giornate. Dopo la pesantissima sconfitta per 5-2 contro il Crotone, la Morace da le dimissioni, in quanto Gaucci ha esonerato gli uomini di fiducia dell’allenatrice, il suo “secondo” Betty Bavagnoli e il preparatore atletico Luigi Perrone, con i quali lavorava da 15 anni.
Oggi Carolina è ambasciatrice della FIFA e allena in Australia, lontana da una terra che definisce “indietro di dieci anni nel calcio femminile” come sentenziato nell’intervista alla Gazzetta dello Sport rilasciata lo scorso gennaio “Rispetto a Francia e Inghilterra abbiamo molto da imparare. Le calciatrice devono essere professioniste, andare in tv, commentare le partite. Avere insomma gli stessi diritti dei colleghi uomini”.
Mentre l’Italia si crogiola nel proprio bigottismo, e continua ad avere una bassa considerazione delle donne nel calcio, come evidenziato dalle infelici frasi del presidente della lega dilettanti Belolli, dall’altra parte del mondo si è scritta la storia che purtroppo non riuscì alla Morace.

Aprile 2016, nella penultima giornata della Premier League di Hong Kong, l’Eastern batte in trasferta lo storico club del South China per 1-2, grazie alla doppietta dell’ex, il brasiliano Giovane Alves da Silva, che permette all’Eastern di vincere il titolo che mancava dal 1996 e a Chan Yuen ting di diventare la prima allenatrice donna a vincere il titolo con una squadra maschile.
Chan, che ha solo 27 anni, è stata assunta dall’Eastern come vice allenatrice, ha preso le redini della squadra a dicembre dopo le dimissioni di Yeung Ching.
Dopo una breve carriera da calciatrice nel team noto come Shitin, consegue la laurea all’università di Hong Kong, e diviene match Analyst per il club TSW Pegasus FC. Dopo essersi formata come allenatrice a Pechino, divenne manager in seconda per il club Southern District, prima di passare all’Eastern, dove il calcio l’ha consacrata come pioniera.

Chan Yuen Ting
Chan Yuen Ting

“Credo che Hong Kong sia davvero un bel posto per le donne, per costruirsi una loro carriera, non vi è discriminazione” afferma Chan in un’intervista al sito dell’AFC, eppure anche lei ha dovuto abbattere certe resistenze, in particolar modo della famiglia: “Mi piace il calcio da quando avevo 14 anni, volevo praticarlo, ma la famiglia non me lo permetteva, in quanto nella cultura cinese le donne non dovrebbero cimentarsi in certi sport, bensì in altre attività come la danza o la pittura, così per entrare nella scuola calcio dovetti falsificare la firma di mia madre”.

Chan Yuen Ting è stata premiata dal Guinness World Record prima dell’ultima giornata del campionato, ma la giovane allenatrice già così grande, non dorme sugli allori e guarda al futuro: “Questo lavoro suppone un elevato grado di stress, anche se penso che ora siamo campioni, vi sono molte cose da preparare per la prossima stagione, dove ci attendono subito i preliminari della Afc champuons League. In futuro voglio contribuire allo sviluppo del calcio femminile, e magari allenare anche la nazionale, è l’ambiente dal quale provengo e voglio dare il mio apporto.”